Quando il mosso diventa spettacolo…

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Nella fotografia in teatro e durante i concerti, spesso la luce non è sufficiente e non è possibile usare il lampeggiatore per non disturbare gli artisti sul palco. È quindi necessario aumentare la sensibilità ma, in molti casi, anche questo trucco non è sufficiente, dato che la vostra fotocamera potrebbe creare un “RUMORE” eccessivo quando lavorate con ISO elevati.

Mosso 1

La magia della danza catturata in uno scatto con tempi lunghi che enfatizza il movimento.

Bisogna, in queste situazioni, agire d’astuzia, e trasformare un problema in un vantaggio estetico: usate la sensibilità massima che potete utilizzare, senza perdere qualità (200 o 400 ISO) e impostate tempi di esposizione abbastanza lenti, per esempio 1/30, 1/15 di secondo. Per calcolare l’esposizione, potete scegliere la modalità automatica, a priorità di tempo (così il diaframma viene determinato in funzione della luce della scena inquadrata), oppure in manuale; in quest’ultimo caso, prestate attenzione perché, sul palco di uno spettacolo, la luce potrebbe variare molto da un momento all’altro, e si rischia di sotto o sovraesporre.

Tenete la fotocamera abbastanza ferma, posizionandola se potete su un piano (come ad esempio un tavolo), oppure sullo schienale della poltrona di fronte a voi se siete in teatro, per evitare di aggiungere allo scatto le vibrazioni della vostra mano. Scattate le situazioni di movimento: per esempio una ballerina che danza o un chitarrista che si scatena con il suo strumento.

Mosso 2

Un esempio di scie, durante il carnevale di Rio. Il movimento riprodotto aiuta a ricostruire la sensazione del ritmo, del ballo e della musica.

Il risultato di  questa impostazione “con tempi lunghi” sarà quello di “una foto mossa”, ma controllando l’effetto potrete mettere in evidenza non i dettagli della scena, ma le vibrazioni della musica o la poesia del passo di danza espresse attraverso il movimento dell’artista. Fate delle prove e scoprite  a seconda del tipo di movimento se sono più efficaci tempi di esposizione lunghi o brevi.

SCATTATE, POI INQUADRATE

Se siete un po’ lontani dal palco, come spesso capita se non disponete di accrediti speciali, potrete in fase di post produzione effettuare dei tagli più ravvicinati, inquadrando al meglio le forme delle scie, creando veri e propri “quadri” al limite dell’astratto.

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