Fotografare i Fulmini

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Fotografare i fulmini non è per nulla semplice, ed è da molto tempo che volevo provarci. Dopo aver studiato diverse guide su internet ho aspettato con ansia il primo temporale, per poter mettere a frutto tutto quello che avevo imparato. La foto che vedete qui sotto è frutto di una seconda uscita, leggermente migliore, ma ancora lontana da un risultato che mi renda soddisfatto.

Schermata 2015-11-07 alle 21.43.15

Partiamo dalla premessa che il fulmine è un fattore assolutamente casuale, non è possibile determinare il momento in cui cadrà ed è quindi preferibile scattare di notte, per ottenere tempi di esposizione più lunghi ed aumentare le possibilità di immortalare i nostri amici lampi. La fotocamera da utilizzare deve permettere le impostazioni manuali e uno scatto di 30 secondi. Sono da preferire fotocamere reflex o bridge, le compatte difficilmente avranno le giuste caratteristiche tecniche.

La fotocamera andrebbe impostata in manuale con ISO 100, tempi tra 20 e 30 secondi e diaframma compreso tra f7 ed f10 con scene luminose, più aperto se non c’è la luna. La messa a fuoco deve rigorosamente essere manuale e la memory card dovrebbe essere pulita. Scattate preferibilmente in RAW, che vi permette di recuperate quel mezzo stop utile a salvare la fotografia qualora il fulmine risultasse sovra o sottoesposto. Dopo questa breve introduzione, passiamo alla tecnica pratica:

Schermata 2015-11-07 alle 21.42.081) Prendete un ombrello grande, deve coprire anche la fotocamera se doveste avere sfortuna. Non portatevi dietro troppa attrezzatura.

2) Se siete in notturna è d’obbligo portarsi il treppiede, meglio se leggero che aiuta nella fuga se comincia a piovere molto forte. Uno scatto remoto con la possibilità di bloccare il pulsante di scatto è quasi obbligatorio.

3) Di notte la messa a fuoco sarà molto difficoltosa. Vi consiglio di inquadrare la fonte di luce più lontana possibile, meglio se a chilometri, metteterla a fuoco e successivamente inquadrate senza modificare lo zoom.

4) La lunghezza focale dipende da fattori legati alla vostra posizione ed alla distanza dei fulmini. In generale è meglio stare un po’ larghi, si fà sempre in tempo a ritagliare dopo… Se avete uno zoom 17-50mm o simili dovreste avere tutte le lunghezze che vi servono. Se il temporale è lontano sarebbe preferibile un ottica più zoomata, come un 70-200 o corrispettivo.Schermata 2015-11-07 alle 21.42.34

5) I tempi variano in base alla luce. Le mie prove sono state fatte a notte fonda, senza la luna e senza illuminazione ambientale. Il tempo ideale era di 30 secondi con f3.5. Tenere tempi più lunghi aumentera le possibilità di fotografare più fulmini, ma eviterei di superare i 30 secondi per non incorrere in fastidiosi hot pixel. A titolo puramente informativo, alcuni fulmini sono così rapidi che l’occhio umano non riesce a vederli, in ogni caso la fotocamera è in grado di catturarli.

6) Come anticipato precedentemente, sarebbe consigliabile scattare continuamente fotografie per tutta la durata del fenomeno. Una volta fatta qualche prova per trovare i giusti parametri per il diaframma, iniziate a scattare in continuo, cercando di lasciare qualche secondo tra le foto, in modo da permettere al sensore di raffreddarsi. Considerate che, data la legge di Murphy, i fulmini più belli cadranno nelle pause morte tra una foto e l’altra…
Schermata 2015-11-07 alle 21.42.477) Cercate di evitare di scattare se il temporale è proprio sopra di voi. La fotocamera con treppiede potrebbe fare da parafulmine e rovinare una divertente attività. Premesso che il rischio è più basso di quanto si pensi (quante persone conoscete colpite da un fulmine?)

Le immagini che ho scattato non sono per nulla entusiasmanti, infatti avrei dovuto scattare molto di più ed usando un’inquadratura migliore (non certo fuori dalla finestra). Cercate di scattare tante foto, poi selezionerete le migliori. Mi rendo conto che ripulire la memory da tutte le foto nere o errate è una scocciatura, ma è l’unico modo per catturare una un istante casuale come la durata di un fulmine. Concludo con una fotografia storica, che è costata al fotografo Jay Fine un’attesa di quasi quarant’anni.

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