Finalmente una FX!!!

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Finalmente anche io ho tra le mani una FULL FRAME (FX), anche se non è l’ultima produzione di casa NIKON come la D800 o D4/s, ma di certo non è da meno delle sorelle appena nate… Acquistata oggi (un occasione che non poteva essere persa) e provata in quasi tutte le sue funzioni, anche se avevo già avuto a che fare con lei…

È LA FAMIGERATA NIKON D700!!!

LE PRIME IMPRESSIONI…

Il feeling trasmesso dalla D700 è stato quello di una reflex solida e straordinariamente capace di riportarci alle sensazioni che ci sapeva regalare lo scatto su pellicola. Per il resto la fotocamera si allinea alle impostazioni che caratterizzano le recenti reflex, con i controlli tradizionali disposti laddove ci è stato insegnato di cercarli; in particolare, Nikon mantiene i pulsanti per la lettura esposimetrica, per la selezione dei punti AF e per la scelta del metodo di gestione dell’autofocus. Troviamo poi, in alto a sinistra, raccolti insieme, i pulsanti di selezione WB/Iso/Qual (Bilanciamento del bianco, Sensibilità e Qualità) sopra il comando per la scelta dei modi di scatto (Singolo, Continuo lento o veloce, Autoscatto, Alzo dello Specchio e Live View).

PREGI CHE HO NOTATO RISPETTO ALLA D300 DA CUI PROVENGO

– Dimensioni e peso: mi aspettavo di peggio, ma non è una novità che la D700 è in pratica una D3 condensata nel corpo di una D300. Questa Full Frame non è infatti molto più grande e pesante di una buona macchina in formato APS-C, e ciò non guasta sicuramente.

– Costruzione: i materiali e la cura usati nella costruzione sono a dir poco eccellenti. Alcune chicche riguardano la protezione a tendina del mirino e la gomma dell’impugnatura, che è di altra caratura rispetto alla norma delle reflex digitali. Sembra proprio che la reflex si azzecchi in mano. L’ergonomia è ottima, basti pensare che dal modo A a quello M si passa premendo un pulsante e sfiorando una ghiera senza distogliere lo sguardo dal mirino. Il tempo di sincro flash è 1/250, con la possibilità di arrivare a 1/320 con flash compatibili. 

– Qualità di immagine: nettamente superiore nei colori, molto naturali, e nel contrasto. Noto in genere una migliore lettura di luci e ombre con passaggi tonali molto più delicati. Ad alti ISO quello che sorprende è il dettaglio. In genere corpi APS-C, anche quelli di alta qualità, arrivati a 1600 ISO tendono a dare quel fastidioso effetto acquerello, impastando i dettagli più fini. Ebbene, la D700 rimane perfetta, e dico perfetta, anche a 6400 ISO! Se poi parliamo di rumore nudo e crudo, fino a 1600 iso di grana ce n’è davvero poca, occorre forzare a 6400-12800 per notarla. In genere noto una differenza di 2 stop circa rispetto alla D90. Riassumendo: la D300 era già un gradino netto sopra le reflex APS-C entry-level e di fascia professionale, la D700 si colloca altri due gradini sopra, giusto per dare un’idea… Tutto questo non deve meravigliare, dal momento che il sensore della D700 è parente stretto di quello della D3.

– Mirino: eccellente. Finalmente accostando l’occhio si vede proprio l’immagine prendere vita in un televisore HD. La messa a fuoco manuale, verificando crop al 100%, è un gioco da ragazzi. Se solo coprisse al 100% sarebbe perfetto.

– Varie: è compatibile con le lenti a diaframma manuale, come anche la D300. Basta solo impostare nel corpo la focale e il diaframma minimo. La macchina valuta, a seconda dello spostamento della flangetta sull’attacco, a quale diaframma si sta operando al momento, regolando di volta in volta il tempo di posa. Eccezionale Vero?

Il suono dello SHUTTER è un vero colpo al cuore perché ricorda i tempi che furono della pellicola. E’ proprio il sano “tlank” delle 35mm Nikon, alla faccia dei “click” fighetti dei cugini Canonisti.

INSOMMA UNO SPETTACOLO PER QUANTO MI RIGUARDA…

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