Cos’è la fotografia Time Lapse?

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Se non sai di cosa si tratta, la fotografia time lapse (detta anche semplicemente time lapse) è una tecnica grazie alla quale si realizzano video composti da fotogrammi scattati ad una frequenza molto inferiore a quella di riproduzione (per i dettagli tecnici, ti consiglio Wikipedia. Detto così non sembra chiaro, per intenderci, ecco un esempio di time lapse:

Video come questo vengono creati effettuando diversi scatti di una stessa scena ad intervalli regolari e poi montandoli in un video, "uno scatto per fotogramma". L’intervallo di tempo tra scatto e scatto è sempre tale che la frequenza degli scatti sia inferiore alla frequenza di riproduzione del video (24 fotogrammi al secondo). Perciò si ottiene il caratteristico effetto “accelerato” in cui tutto si muove molto rapidamente. Con una giusta scelta di soggetti ed inquadrature, il time lapse garantisce risultati di sicuro effetto, spesso molto spettacolari, ma anche di efficacia documentaristica (come ad esempio i time lapse dei fiori che sbocciano o della costruzione di edifici imponenti).

Per fortuna, da un punto di vista tecnico, non serve disporre di strumenti e conoscenze avanzatissime per realizzare un video time lapse. Continua a leggere per conoscere tutto ciò che ti serve:

  • strumenti necessari,
  • procedura di realizzazione,
  • consigli pratici,
  • esempi di ispirazione,
  • risorse per approfondimenti.

GLI STRUMENTI PER IL TIME LAPSE

Prima di tutto, ovviamente ti serve una macchina fotografica. Con una reflex vai sul sicuro, mentre tutte le altre digitali potrebbero non avere le funzionalità o gli accessori necessari.

Se proprio non puoi usare una reflex, cerca almeno di procurarti una compatta con controlli manuali. Una volta procurata la fotocamera, devi fare in modo che possa scattare ad intervalli regolari. Alcune fotocamere (non molte) hanno integrata questa funzione, prova a cercare se la tua ce l’ha. Altrimenti devi ricorrere ad un intervallometro, ovvero un telecomando in cui si può programmare la frequenza di scatto. Un intervallometro, una volta programmato, connesso alla fotocamera ed avviato, penserà a far scattare la fotocamera secondo le tue impostazioni e tu potrai lasciarlo lavorare e tornare a recuperare il tutto alla fine della registrazione. Per le reflex è facile trovare molti modelli di intervallometro. Nikon e Canon hanno i loro comandi di scatto a distanza programmabili, ma sono piuttosto costosi. Sono il Nikon MC-36 ed il Canon TC-80 N3. Come sempre, esistono anche le alternative economiche (e talvolta universali). Se invece cerchi di arrangiarti con una compatta digitale o una bridge che non danno la possibilità di programmare gli scatti, puoi provare i telecomandi di PClix, che però sono compatibili con ben pochi modelli non reflex. Oppure, se hai una Canon, esiste un firmware modificato che include questa funzione, si chiama CHDK. Un ulteriore accessorio che potrebbe servirti (solo se usi una reflex) è un filtro ND. La funzione principale di questo tipo di filtro è quella di ridurre la quantità di luce che entra nella fotocamera, permettendo così di rallentare il tempo di esposizione. Come vedremo tra un po’, ciò torna spesso utile a chi vuol fare time lapse.

LA PROCEDURA PER REALIZZARE UN TIME LAPSE

Ora che ti sei procurato gli strumenti necessari, ecco la procedura per realizzare un buon time lapse, a grandi linee:

  1. cercare il soggetto,
  2. impostare la fotocamera
    1. esposizione,
    2. bilanciamento del bianco,
    3. messa fuoco,
  3. calcolare numero e frequenza degli scatti,
  4. impostare l’intervallometro,
  5. far partire la registrazione.

Vediamo ora in dettaglio i primi tre passaggi, che nascondono alcune insidie.

1. Cercare il soggetto

Prima di tutto individua un buon soggetto, che si presti a fotografarne l’evoluzione nel corso del tempo per poi riprodurla accelerata. Alcuni soggetti che si possono vedere nei filmati time lapse sono:

  • frutta che marcisce,
  • ghiaccio che si squaglia,
  • fiori che sbocciano,
  • erba che cresce,
  • strade trafficate (sia in città che fuori),
  • tramonti e albe,
  • cantieri,
  • cibi durante la cottura,
  • nuvole che si muovono nel cielo.

Individuato il soggetto, trova una posizione che ti permetta un’inquadratura efficace. Quando il soggetto è grande, come una via di una città, trovare la posizione giusta sarà più impegnativo.

2. Impostare la fotocamera

Quando arriva il momento di scattare, posiziona la fotocamera nel punto individuato e fai in modo che sia ben salda usando un buon treppiede o qualche altro supporto per stabilizzarla. Fissala sul treppiede e componi l’inquadratura. Se hai pianificato una sessione molto lunga, in cui un oggetto, come ad esempio il sole, si muoverà attraverso l’inquadratura, stai attento a comporre in maniera da includerne tutto il percorso.

Nell’impostare la fotocamera, vale il criterio generale di evitare totalmente gli automatismi. Questo perché, se qualche automatismo è attivato, la fotocamera potrebbe cambiare impostazioni tra scatto e scatto, ottenendo così fotogrammi tra loro diversi, per esempio per esposizione o bilanciamento del bianco. In questo modo si otterrebbe un video sfarfallante, che richiederebbe ore di lavoro per correggere ed uniformare centinaia di fotogrammi.

Prima di tutto imposta il bilanciamento del bianco. Usane uno predefinito oppure personalizzato, aiutandoti con una grey card, se necessario (per approfondire, puoi leggere l’articolo sul bilanciamento del bianco.

Poi viene l’esposizione. La scelta migliore è quella di usare il modo manuale. Per quanto riguarda l’apertura, il consiglio è quello di usarne una più ampia di f/8 (ovvero con un valore più basso). Ciò serve a ridurre il rischio di sfarfallio dovuto alla eccessiva distanza che l’otturatore deve percorrere.

Il tempo di esposizione dovrebbe non essere troppo veloce. Infatti, anche gli scatti che congelano troppo il movimento rischiano di causare sfarfallio. Meglio avere movimenti un po’ sfocati, che fondano tra loro i fotogrammi. Quindi il tempo di esposizione non dovrebbe essere più veloce di 1/100s. Per permettere tempi lenti può tornare utile un filtro ND.

Se non hai ancora dimestichezza con il modo manuale, puoi usare un modo semiautomatico per scoprire le giuste impostazioni manuali. Metti la macchina in priorità di apertura, seleziona l’apertura che garantisce la profondità di campo che desideri e poi l’ISO. Se per te è più cruciale il tempo di esposizione che la profondità di campo, puoi usare il modo a priorità di tempi.

Fai poi uno scatto di prova. Se lo scatto ti piace, prendi nota delle impostazioni e copiale nel modo manuale. Altrimenti ripeti la procedura finché non ottieni una foto che ti soddisfi.

Infine, attiva la messa a fuoco manuale, così la fotocamera manterrà la messa a fuoco dell’ultimo scatto (quello di prova, che quindi dovrebbe essere ciò che desideri). Devi evitare la messa a fuoco automatica perché altrimenti rischi cambi di messa a fuoco nel corso della sequenza di scatti, ottenendo effetti imprevedibili e fastidiosi.

Una considerazione particolare riguarda la qualità delle foto. Spesso, realizzando un time lapse, ti troverai a fare tantissimi scatti. Scattando alla massima qualità rischieresti di riempire troppo presto la memoria. Inoltre, se scatti in RAW la fotocamera potrebbe non essere in grado di sostenere una frequenza di scatto elevata, qualora questa fosse necessaria. Foto di alta qualità risultano anche ingombranti e richiedono molta potenza di calcolo quando vengono montate in un video.

Quindi, diversamente dal solito, in questo caso è utile scegliere una dimensione ridotta per le foto (meno megapixel) e addirittura usare il formato JPEG. D’altronde, tieni in considerazione che la risoluzione massima per un video è di 1920 x 1080 pixel, mentre la risoluzione di una foto alla massima qualità è molto più alta. Per esempio una Nikon D3000, da 10 megapixel, scatta alla massima risoluzione di 3872 x 2592 pixel.

3. Calcolare numero e frequenza degli scatti

Questo passaggio è molto importante e non banale. Innanzitutto devi individuare la velocità del fenomeno che vuoi documentare: la costruzione di una casa è molto più lenta della cottura di un dolce in forno. Per fenomeni più rapidi saranno necessari scatti più frequenti e viceversa. Come spesso accade, trovare i valori giusti dipenderà anche dall’esperienza: dopo un po’ di tentativi le tue stime diverranno più precise.

Per aiutarti puoi usare questa formula, posto che tu abbia deciso prima quanto durerà il video alla fine:

fotogrammi al secondo X durata video = numero di scatti

lunghezza dell’evento : numero di scatti = durata intervalli

Altrimenti, puoi usare il time lapse calculator.

Una volta determinata la durata degli intervalli ed il numero di scatti, puoi impostare l’intervallometro o la fotocamera e metterli al lavoro.

MONTARE IL VIDEO

Una volta che gli scatti sono stati realizzati ed eventualmente ritoccati, il montaggio del video può essere effettuato con tantissimi programmi diversi. Non andrò in profondità su questo argomento perché meriterebbe un articolo a sé.

Praticamente tutti i programmi di editing video danno la possibilità di creare un filmato a partire da una serie di immagini. Anche alcuni programmi dedicati alla gestione ed elaborazione delle foto aiutano in questo.

Tra quelli gratuiti, trovi sicuramente Movie Maker su Windows e iMovie su Mac. Inoltre anche Picasa permette di creare video a partire da singole immagini. Altrimenti puoi provare PhotoLapse Software e JPGVideo Software.

Non dimenticare che una musica adeguata è necessaria per ottenere un buon risultato.

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